peacock studio


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植樹 – shyokuju

植樹 〜 Today we have planted a Mirabolano (sakurambo) in Venice , all together.            Next spring, we will see the blooming.

(2016 November 27 – Il FORTino –  Forte Carpenedo   Venice )   


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Italian Web Magazine-Ragnarǫkラグナロク

Giappone ed Italia si uniscono nell’arte al limite della spiritualità

Una mostra unica che unisce artisti giapponesi ed italiani e che le due culture seppur lontane siano vicine.

Ci sono mostre che difficilmente possono essere spiegate con le parole.

Ci sono mostre che enfatizzano l’arte’ e le relazioni, rendendo il mondo un unico luogo e un’unica dimensione. Andiamo tutti a Venezia per una esposizione, che rappresenta un trait d’union tra l’Italia e il Giappone .

Il concetto di partenza è suggerito dal maestro Shogoro: Ragnarǫk. Questo precetto filosofico non ha origine in Giappone, ma in Islanda. Si racconta che il concetto di Ragnarǫk arrivò fin in Oriente nel passato.

Questa teoria si divide tra la fede e l’occulto: l’eterna battaglia tra le potenze della luce e quelle delle tenebre. Con Richard Wagner il Ragnarǫk prese la denominazione di “crepuscolo degli dei “ e divenne un vera a propria opera musicale.

Dagli artisti coinvolti in questa mostra emergono due visioni del concetto di “Ragnarok”, per entrambi le culture incombe la fine del mondo, dove non ci saranno vincitori, tutti gli dei morranno .Tutto inizierà da capo.

Il gruppo Collettivo 13 vuole trasmettere uno spunto di riflessione su quanto l’uomo sia in grado di fare, di giusto e di sbagliato; su quanto possa interferire positivamente o negativamente sul corso della propria vita, fino ad influenzare a volte inconsapevolmente la vita degli altri. Forse non ci sarà mai una fine, ma un cambiamento può verificarsi

Per gli artisti giapponesi seguiti dal maestro Shogoro ラグナロク (ragnarok) è un vero monito come se la fine fosse ormai giunta: “Sta per iniziare una nuova epoca, dove ognuno di noi sarà invitato a liberarsi dai confini esistenti, come nazione, etnia, razza e religione. Rispettando gli altri senza filtri o pregiudizi che si sono creati inconsapevolmente si potrà raggiungere l’autonomia individuale.”

Alla fine i due pensieri si incontrano, il memento comune è un’esortazione per proporsi positivamente verso gli altri.

L’arte torna ad esprimersi in questo concetto al limite della spiritualità e della filosofia.

Il gruppo Collettivo 13 collabora da alcuni anni con la scuola e gli artisti legati al maestro Shogoro: sono il gruppo italiano composto da Elena Lombardi, Stefano Giglio, Matteo Bagolin. La loro scelta di unirsi sempre più alla cultura giapponese non è casuale, ma il volersi confrontare con una realtà che sembrava essere lontana, per scoprire che, alla fine, non è poi così distante e gli aspetti di similitudine e di contatto sono più numerosi di quelli che possano sembrare, soprattutto se si è nell’ambito dell’arte.

La mostra, partita il 20 novembre 2016, è presso lo spazio FORTino a Forte Carpenedo Venezia, con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano e Fondazione Italia Giappone c/o Ministero Affari Esteri.

La location è di grande fascino: la mostra è ospitata in una fortezza ottocentesca costruita su un’isola circondata da foreste. Avrete l’impressione di essere in un luogo fuori dal mondo. Gli artisti giapponesi che esporranno sono i seguenti: Rie Miyatake, Satoko Mori, Hiroko Nakano, Masanori Otsuka, Masako Hara, Ayaka Miyoshi, Sanae Nakata, Aya Yamamoto.

By Laura R

http://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2016/11/giappone-ed-italia-si-uniscono-nell-arte-al-limite-della-spiritualita-001268855.html

 


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Ragnarǫk ラグナロク – Il FORTino

fortino

(Ragnarǫラグナロク- Il FORTino  Venice )

past        future

rie       satoko

hiroko       ayaka

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Ragnarǫラグナロク

It is an exhibition that can be told with the words.

Is an exhibition that through the works created by Italian and Japanese artists, the ceramic solids, wants to convey an idea for reflection on what the man is capable of doing, of right and wrong; on what can interfere positively or negatively affect the course of their lives, to influence the lives of others.

It is  reminder that suggested by the master ceramist Shogoro through the meaning of “Ragnarǫk”, a word that has traveled through time, which originates in the Icelandic mythology, only to be rediscovered by Richard Wagner in “canto dei Nibelunghi”. A mythology come up in the East, perhaps even through the Hindu religion (narrated in the book of Mahabharata), now entered the Japanese culture as ラグナロク.

The warning is not to be interpreted as the end, the sunset, the epilogue but an exhortation to present itself positively towards others.

 

 


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4live.it – Italian newspaper

http://www.4live.it/2016/11/ragnarqk-mostra-ceramica-italo-giapponese/

‘Ragnarqk’ mostra di ceramica italo giapponese

Il CollettivoC13 e i loro amici artisti giapponesi seguiti dal Maestro Shogoro, dopo avere esposto a Bologna al Museo e Biblioteca internazionale della musica ed a Kyoto al Museo Task, ritornano ad esporre al FORTino, uno spazio espositivo in un forte ottocentesco nella terraferma Veneziana. Immerso in un Bosco planiziale, con una nuova mostra, seguendo un percorso filosofico che li accompagna da diversi anni alla scoperta di un nuovo modo di fare ceramica superando quel concetto che ormai si è radicato col passare dei secoli, dove la creta deve per forza avere un’utilità.
Questa non è una mostra che può essere descritta o raccontata con le parole.
Il bosco planiziale fa riferimento ad una tipologia di ambiente presente anticamente nella pianura Padana e che oggi sopravvive in limitate aree scampate al disboscamento e alla conversione agricola effettuata nei secoli XI-XX.
Il paesaggio della pianura Padana è la conseguenza di una millenaria storia di antropizzazione che ha radicalmente cambiato i caratteri naturali di questo territorio.
Il suolo e il clima di quest’area sarebbero l’habitat di specie arboree quali quercia, ontano, salice, olmo, acero, frassino, pioppo bianco e pioppo nero. Fino all’avvento dei romani gli interventi di disboscamento furono limitati e vaste porzioni di territorio erano coperte da foreste come la Silva Lupanica.
Ragnarǫk ラグナロクè dunque una mostra che attraverso le opere di ceramica create dagli artisti, vuole trasmettere uno spunto di riflessione su quanto l’uomo sia in grado di fare, di giusto e di sbagliato e su quanto possa interferire positivamente o negativamente sul corso della propria vita, fino ad influenzare la vita degli altri.
E’ un memento quello suggerito dagli artisti, attraverso il significato di “Ragnarǫk”, una parola che ha viaggiato nel tempo, che trova origine nella mitologia Islandese per poi essere riscoperta da Richard Wagner. Una mitologia giunta fino in Oriente, forse anche tramite la religione Hindu (narrata nel libro di Mahabharata), ora entrata nella cultura giapponese come ラグナロク.
Il monito non è da interpretare come la fine, il tramonto, l’epilogo ma è come un’esortazione per proporsi positivamente verso gli altri.
Il giorno 27 Novembre ore 15 ci sarà lo “shokuju party”. Gli artisti giapponesi pianteranno un albero autoctono per consolidare il rapporto di amicizia e di collaborazione e per festeggiare il nuovo clay lab del CollettivoC13 dando il via al nuovo spazio espositivo dove verranno ospitati gratuitamente artisti che aderiscono alla loro filosofia di far arte.
L’esporre vuole essere un momento di incontro e di condivisione, in un ottica in cui l’arte non è un vanto fine a se stesso ma un motivo per avvicinare e creare rapporti umani.

Ragnarǫk ラグナロク dal 20 novembre al 4 dicembre Forte Cerpenedo – Via Vallon 101 – Mestre Venezia.

Vernissage 20 novembre, alle ore 16,00.
Shokuju party 27 novembre, alle ore 15,00.

Mostra Patrociata da: Fondazione Italia Giappone – Consolato del Giappone a Milano.

Rosetta Savelli


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Forte Carpenedo – Venice

Volume "Carpenedo"

Fonte (Anoè, Bon, Roccaforte, 1996, Modificata)

 

Forte Carpenedo

The fortress was built between the years 1870 – 1880 in order to defend the city of Venice. It occupies an area of 15 hectares and is located within “Bosco di Carpenedo”, the last “planiziale” forest of the Pianura Padana. And it is surrounded by a moat fed by groundwater.

 

La fortezza e’ stata costruita  fra gli anni 1870 – 1880 con lo scopo di difendere la città di Venezia. Occupa un area di 15 ettari e si trova all’interno del Bosco di Carpenedo, l’ultima foresta planiziale della Pianura Padana. E’ circondato da un fossato alimentato da una falda superficiale.