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Dream house – 夢の家 Marina Abramović

Dream House – Uwayu Village JP


Hello , welcome to the Dream House . The Dream House is the place built of our necessity to dream again . I am your guide and I will explain to you how to use this place . It is very important that the directions I will give you are followed carefully and step by step .

Each time after you listen to one of the instructions , please , switch off your CD player and switch it on when you are ready for the next one .

こんにちは 、 夢の家にようこそ 。

夢の家は 、 我々が再び夢をみることができるようにと建てられた場所です 。 私はあなたのガイドであり 、 この場所をどうご利用になるかを説明申し上げます 。 私のインストラクションを聞いた後で 、いったんCDを止めて 、 次のインストラクション を聞く準備ができたら 、 再び CDのスイッチを入れてください 。

Font: Dream Book – Marina Abramović


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Bukku ブック 02

The concept of “mini bookshop” was developed by Elena during her long stays in Japan.
She wanted to create a place where the books has yet to be read temporarily stop or simply a place to look after the ones you hold dear.

「小さな図書館」はエレナが日本へ長期滞在中に生まれたコンセプトである。これから読む本をとりあえず置いておく場所、或いはただ単純に好きな本を保管しておく場所を作りたかった。

bukku 02


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Juliet art magazine notizie

Un viaggio: Stefano Giglio, Elena Lombardi e Shogoro

Gli artisti Stefano Giglio, Elena Lombardi e Shogoro, dopo avere intrapreso uno scambio interculturale e artistico fra Italia e Giappone, hanno dato inizio, nel 2014, a una reciproca collaborazione, organizzando insieme una mostra a Padova dal titolo “Ad est di nessun ovest”.

In tal modo hanno inteso intraprendere un viaggio attraverso nuovi spazi e nuovi mondi, creati ed esplorati insieme per aprire nuovi occhi e sguardi su terre e confini non convenzionali, dove i rapporti umani si misurano con naturalezza e spontaneità, al di fuori delle consuete sovrastrutture, sia culturali che sociali.

In questi anni hanno viaggiato, incontrando molti artisti, stretto nuove amicizie, organizzando e curando ventisei mostre, tutte  improntate su temi che si ricollegano e affondano le radici nel passato ma che al contempo risultano possedere valenze moderne e ancora attuali.

L’arte intesa anche come strumento per riscoprire e consolidare i reciproci rapporti umani.

Questi artisti Italiani e Giapponesi sono entrati con naturalezza e spontaneità in luoghi blasonati di città quali: Venezia, Osaka, Bologna, Tokyo, Milano, Takamatsu, Firenze, Bali, Copenaghen.

Ora sono pronti per addentrarsi in un nuovo viaggio, dove Elena Lombardi, Stefano Giglio, Shogoro e altri ventitrè artisti Giapponesi ritornano a Padova con una mostra dal titolo “Bifrost”.

“Bifrost” sta a significare un viaggio di ritorno, in riferimento alla saga di “Ragnarok ラグナロク, un’esposizione svoltasi precedentemente a Venezia presso lo spazio del CollettivoC13 “il FORTino” dove le loro opere hanno seguito l’evolversi nel tempo, in collegamento con la parola “Ragnarok”.

Ragnarǫk (in islandese moderno anche Ragnarök e Ragnarøkkr) indica, nella mitologia norrena, la battaglia finale tra le potenze della luce e dell’ordine e quelle delle tenebre e del caos, in seguito alla quale l’intero mondo verrà distrutto e quindi rigenerato.

Il nome Ragnarǫk è composto da ragna, il genitivo plurale di regin: dèi-poteri organizzati, e il plurale neutro rǫk: fato-destino-meraviglie; genitivo: raka, poi confuso con røkkr: crepuscolo.

Un viaggio distruttore e poi rigeneratore, per certi versi simile alla nostra Araba Fenice.

Questa parola ha simbolicamente e a lungo viaggiato, fino a trovare origine nella mitologia Islandese, per poi essere riscoperta da Richard Wagner.

È quindi questo un nitido riferimento alla mitologia giunta fino in Oriente, forse anche tramite la religione Hindu (narrata nel libro di Mahabharata), ora entrata nella cultura giapponese come ラグナロク.

La mostra attraverso le opere di ceramica create dagli artisti, si pone come finalità anche quella di fare riflettere sulle umani sorti e sul potere decisionale che gli uomini hanno di scegliere fra il bene e il male, fra le luci e le ombre, influenzando in tal modo le azioni e i fatti che ne conseguono. Lo stimolo che gli artisti si propongono di offrire è quello di considerare un’ulteriore opportunità di potere rinascere e rigenerarsi, sia nell’arte sia nelle relazioni umane. Insolitamente in occasione della mostra  che si svolgerà a Padova il 22 febbraio 2020, gli artisti partecipanti questa volta hanno annunciato solo il titolo della loro nuova esposizione e il luogo dove si terrà.

La location che ospiterà l’evento sarà un posto inusuale per il gruppo di artisti, che vi aspettano per la colazione al “Sveca_coffe” un luogo dal sapore nordico. Questo nuovo modo di esporre accentua il loro concetto di far arte, dove l’esporre vuole essere un momento di incontro e di condivisione, nel quale l’arte diviene un motivo per avvicinare e creare rapporti umani.

Le loro opere di ceramica rimarranno in mostra esclusivamente per la durante della colazione nel giorno ‪22 febbraio 2020, ‪dalle ore 9.00 alle ore 11.00 alla presenza di tutti gli artisti partecipanti, e solo in quel contesto si rivelerà il tema dominante della mostra.

Sponsor tecnici dell’evento sono Mon Miel di Padova e Sveca_coffe, con il Patrocinio del Consolato del Giappone in Milano e della Fondazione Italia Giappone.

Rosetta Savelli

Info:
Sveca_coffe
via Caduti di Nassiriya 3
Montegrotto Terme, PD
opening: 22 feb h 9.00 -> 11.00
info: 392 5492100

Shogoro

Shogoro, Tutte le cose in questo mondo fanno coppia (1° e 4° piano); Elena Lombardi, Equilibri (2° piano); Stefano Giglio, Lotta (3° piano); Testimonials UNESCO Bologna, ph courtesy Stefano Giglio

Stefano Giglio, Luoghi, ph courtesy Stefano Giglio

Stefano Giglio, Luoghi, ph courtesy Stefano Giglio

Stefano Giglio, Luoghi, ph courtesy Stefano Giglio

Font: https://www.juliet-artmagazine.com/un-viaggio-stefano-giglio-elena-lombardi-e-shogoro/

studiopeacock


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Aryballos form

aryballos form
Aryballos form

The aryballo (in ancient Greek ἀρύβαλλος, arýballos) is a small vase (the typical size is about 7 or 8 cm) with a globular body, without distinction between shoulder and belly, and with a short narrow neck and a wide flat hem, however, with a small opening;
It was mainly used in ancient Greece.

It was used to contain perfumed oils and was used by athletes during their training: the vascular depictions show it hanging with a lace on the wrist.

Globular ariballo is widespread in Corinth in Etruscan – Corinthian pottery.

L’ariballo (in greco antico ἀρύβαλλος, arýballos) è un piccolo vaso (la dimensione tipica è circa 7 o 8 cm) con corpo globulare, senza distinzione tra spalla e pancia, e
con un corto e stretto collo e un ampio orlo piatto dotato però di una piccola apertura;
Era in uso soprattutto nell’antica Grecia.

Era utilizzato per contenere olii profumati e veniva utilizzato dagli atleti durante i loro allenamenti: le raffigurazioni vascolari lo mostrano appeso con un laccio al polso.

L’ariballo globulare è diffuso a Corinto nella ceramica etrusco – corinzia.

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